Dopo infiltrazione al ginocchio bisogna stare a riposo? Una panoramica

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Dopo infiltrazione al ginocchio bisogna stare a riposo? Una panoramica

Dopo infiltrazione al ginocchio: bisogna stare a riposo?

Quando si parla di infiltrazioni al ginocchio bisogna prima di tutto capire di che tipo di infiltrazioni stiamo parlando.

Oggigiorno più che mai possiamo dire che una infiltrazione non vale l’altra.
Sono davvero varie le sostanze che possono essere iniettate a scopo antinfiammatorio o rigenerativo.

Bisogna avere quindi le idee chiare.


Infiltrazioni cortisone: bisogna stare a riposo?

Quando parliamo di cortisone non stiamo parlando della giusta terapia per salvaguardare il proprio ginocchio. Si tratta infatti di un farmaco poco gentile nei confronti di articolazioni (cartilagine e osso) e tendini.
Il suo ruolo antinfiammatorio inoltre va a ridursi con il numero delle infiltrazioni eseguite con il limite importante di un rischio concreto di danneggiare l’articolazione in questione.
Dopo le infiltrazioni di cortisone non è necessario stare a riposo. L’azione del farmaco si manifesta piuttosto velocemente, ma la durata dell’azione antinfiammatoria non è prolungata nel tempo.

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Infiltrazioni di acido ialuronico: bisogna stare a riposo?

Quando si parla di acido ialuronico stiamo parlando di una terapia che offre un supporto di viscosupplementazione all’articolazione trattata.

L’acido ialuronico è una molecola presente nel nostro corpo in particolare la ritroviamo:
– nell’umor vitreo (occhio)
– nella cute
– nella cartilagine
– nei tendini
– nel liquido sinoviale e in altri tessuti.
Semplificando possiamo dire che la ritroviamo nei tessuti connettivi del nostro corpo.

L’acido ialuronico quindi si trova naturalmente a livello articolare come componente fondamentale del liquido sinoviale. Esso svolge una funzione fondamentale come lubrificante delle giunzioni articolari e grazie alla sua viscosità protegge l’articolazione dall’usura derivante dalle sollecitazioni e dalle attività della vita quotidiana.

Con l’invecchiamento, si assiste a un decremento del liquido sinoviale. Di conseguenza l’articolazione è maggiormente a rischio di usura.

La terapia infiltrativa con acido ialuronico prevede un ciclo di 3 infiltrazioni da eseguire ogni 7 giorni circa.
Non si tratta di una terapia particolarmente dolorosa, se non nel momento dell’infiltrazione, e non prevede tempi di recupero o di riposo protratti.
Non è necessario un riposo assoluto o l’astensione dall’attività lavorativa, il consiglio è di mantenere un livello di attività medio – basso per le 24 ore successive, evitando attività extra-ordinarie.

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Infiltrazioni PRP ginocchio: bisogna stare a riposo?

Quando si parla di PRP è importante definire di che tipo di PRP sto parlando. Da questo dipende anche il dolore nel post-trattamento e di conseguenza l’eventuale necessità di riposo.

Il PRP può essere infatti acellulare o cellulare.

Quando parliamo di PRP acellulare parliamo del plasma ricco di piastrine e solo piastrine! Ovvero un preparato che si ottiene da un semplice prelievo venoso e che va a concentrare le piastrine che non sono vere cellule, ma frammenti di cellule. Ecco perché si parla di PRP acellulare ovvero privo di cellule.
Come potete capire quindi non stiamo parlando delle cellule mesenchimali staminali che otteniamo da altri aree del corpo, ma di un preparato che ha un importante ruolo antinfiammatorio.
Di conseguenza non mi aspetto dolore nel post-trattamento, il dolore è limitato al gesto dell’infiltrazione, che può essere spiacevole, ma di breve durata.

Le infiltrazioni richieste per completare un ciclo sono 3 a distanza di 7-15 giorni l’una dall’altra. La distanza tra un’infiltrazione e l’altra può dipendere dall’area che si decide di infiltrare (ginocchio, fascia plantare ecc).

Nel post-trattamento suggerisco 2-3 giorni di “riposo relativo” ovvero evitare attività fuori dalla normale routine e mantenere un livello di attività medio/bassa.

PRP cellulare ovvero PRP con linfociti. In questo caso sto utilizzando insieme alle piastrine delle cellule pro-infiammatorie con la funzione di indurre rigenerazione.
In questo caso quindi devo spiegare al paziente che è possibile che dopo l’infiltrazione si presenti dolore. Il paziente non deve di conseguenza allarmarsi se il dolore dovesse manifestarsi.
Le infiltrazioni vengono mantenute a distanza di 7-15 giorni, ma il ciclo può essere ridotto a 1 o 2 infiltrazioni.
Consiglio riposo per i primi 3 giorni senza che questo vada ad interferire con l’attività lavorativa. Sicuramente consiglio l’astensione dall’attività sportiva, corsa, salti e lunghe camminate per tutto il periodo della terapia.

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Infiltrazioni di Cellule mesenchimali staminali (MSC): bisogna stare a riposo?

Sempre più conosciute, queste cellule mesenschimali staminali, sembrano rappresentare l’ultima frontiera della medicina rigenerativa.

Oggi sappiamo in realtà che l’innovazione ci spinge sempre in avanti e che nuove metodiche sono già in essere pronte a fornirci ulteriori informazioni e a rendere sempre più accessibile in termini di costi ed invasività, il potenziale rigenerativo del nostro corpo.

In tal senso le cellule mononucleate del sangue periferico (peripheral blood mononuclear cells PBMNCs) stanno risvegliando l’attenzione di biologi e ortopedici che si occupano di questa disciplina.

Tornando però alle cellule MSC ovvero alle cellule mesenchimali staminali, sappiamo che possiamo ottenerle dall’aspirato midollare (cresta iliaca) e dal grasso periombelicale. Entrambe le procedure richiedono sterilità e quindi una sala operatoria. Si tratta comunque di procedure e non di interventi chirurgici, ma si parla di un gesto chirurgico, legato al prelievo, e della presenza di un’ anestesista in sala operatoria.
La procedura dura 30 minuti circa e la dimissione avviene nel giro di poche ore dall’infiltrazione.

Nel post-trattamento il paziente non deve adottare particolari misure, se non il solito riposo relativo per i 4-5 giorni successivi. Evitare di sovraccaricare esageratamente il ginocchio, dà il tempo a queste cellule infatti di svolgere il loro lavoro senza stress esterni.
È concesso quindi mantenere livelli medio bassi di attività, ma evitare sovraccarichi , attività sportiva che possano disturbare l’attività biologica innescata.

 

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