Infiltrazioni di acido ialuronico ginocchio

Infiltrazioni di acido ialuronico ginocchio

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Infiltrazioni acido ialuronico ginocchio: cosa c'è da sapere

Stai cercando informazioni sulle infiltrazioni ginocchio? In questo articolo approfondirò il tema delle infiltrazioni con acido ialuronico. 


Cos’è l’acido ialuronico?

L’acido ialuronico è una sostanza che il nostro organismo fisiologicamente è in grado di produrre. Si trova in tutti i tessuti connettivi del nostro corpo tra cui:

  • Pelle
  • Tendini
  • Liquido sinoviale
  • Cartilagine

La sua concentrazioni nei tessuti tende però a diminuire con l’aumentare dell’età.
A livello articolare l’acido ialuronico contribuisce alla lubrificazione dell’articolazione e va a ridurre o comunque attutire gli stress meccanici.

Quando ricorrere alle infiltrazioni di acido ialuronico?

L’artrosi è una patologia che coinvolge l’intera articolazione causando in particolare la degenerazione della cartilagine articolare.

Si tratta di una patologia infiammatoria cronica che porta tra l’altro alla riduzione delle proprietà viscoelastiche del liquido sinoviale.
Da questo concetto nasce l’idea del supporto di viscosupplementazione dato dall’acido ialuronico che fin dagli anni 80 è stato utilizzato proprio per ridurre la sintomatologia legata all’artrosi di ginocchio.

infiltrazione ginocchio

Le Infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio sono tutte uguali?

L’acido ialuronico è stato inizialmente diviso in due grandi gruppi: acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare.
Oggi questa suddivisione non è più molto attuale. Vi sono infatti acidi ialuronici misti o formulazioni non più classificabili semplicemente in base al peso molecolare o ancora il grande gruppo degli acidi ialuronici associati al PRP, un altro grande capitolo.


Che differenze ci sono quindi tra acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare?

Semplificando possiamo dire che l’acido ialuronico a basso peso molecolare ha una funzione lubrificante nei confronti dell’articolazione, stimolando inoltre la produzione di cartilagine (ovvero delle cellule che producono cartilagine i condrociti). Per queste sue caratteristiche si utilizza maggiormente acido ialuronico a basso peso molecolare nei gradi iniziali di artrosi o nelle condropatie di grado lieve.
Al contrario l’acido ialuronico ad alto peso molecolare ha un effetto “ammortizzatore” in quanto va a ripristinare le caratteristiche ’ viscoelastiche del liquido sinoviale. Altra sua caratteristica è la difficoltà ad essere degradato, in questo modo permane più a lungo all’interno dell’articolazione aumentando il suo effetto terapeutico. Proprio per queste caratteristiche l’acido ialuronico ad alto peso molecolare viene utilizzato principalmente nei casi di artrosi di grado maggiore.

Potremmo semplificare ulteriormente dicendo che

L’acido Ialuronico a basso peso molecolare ha:

  • Buona attività analgesica
  • Una più pronunciata attività biologica.


L’acido Ialuronico ad alto peso molecolare, ha:

  • Attività biologica minore
  • Una maggiore attività analgesica.


Questo significa che utilizziamo un acido ialuronico a basso peso molecolare non solo per agire sulla sintomatologia, ma anche per rallentare momentaneamente il processo artrosico.
Al contrario in caso di infiltrazione con acido ialuronico ad alto peso molecolare si agisce maggiormente sul sintomo ma si è poco incisivi dal punto di vista biologico. Ecco perché si utilizza maggiormente nei casi di artrosi maggiore.


Infiltrazioni di acido ialuronico: è una terapia obsoleta?


L’utilizzo dell’acido ialuronico in ambito ortopedico nasce da un primo connubio tra biologia ed ortopedia.
L’ortobiologia, ovvero la disciplina che deriva dal colloquio tra biologi e ortopedici, unisce le conoscenze della biologia a quelle della scienza applicata.
L’ortobiologia ha quindi permesso, grazie alla figura dell’ortopedico, di mettere in pratica e osservare i risultati legati alle terapie biologiche nell’ambito delle patologie articolari e tendinee.

Come è avvenuto e avviene tutt’oggi in ambito medico anche l’ortobiologia si è evoluta in questi anni proponendo continue innovazione nell’ambito della cura delle patologie tendinee e articolari.

L’acido ialuronico può essere definito come una prima generazione di terapie infiltrative che sfruttava una sostanza già presente nel nostro corpo, appunto l’acido ialuronico, per dare una risposta terapeutica. Si è trattato di un grande passo avanti se pensiamo all’antenato dell’acido ialuronico ovvero al cortisone.
Grazie all’evoluzione della scienza oggi possiamo parlare di una seconda e di una terza generazione di terapie infiltrative ortobiologiche: Plasma ricco di piastrine (PRP) e cellule mesenschimali staminali.
Indubbiamente non possiamo non renderci conto che la terapia infiltrativa con acido ialuronico ci ha permesso di compiere grandi passi avanti nel trattamento non chirurgico dell’artrosi di ginocchio, ma nello stesso tempo non possiamo far finta di non vedere i passi avanti della medicina e ritenerla tutt’oggi una terapia al passo con i tempi.

cura ginocchio


Perché credo nella Medicina rigenerativa

L’utilizzo di “frammenti di cellule” come nel caso del PRP o di vere e proprie cellule come nel caso delle cellule mesenchimali del grasso o dell’aspirato midollare, negli ultimi anni, ha preso il sopravvento nel trattamento delle patologie tendinee e articolari.

Si tratta di terapie infiltrative che sfruttano le capacità biologiche del nostro organismo.
Quando parliamo di PRP, parliamo di terapie di seconda generazione che rappresentano sicuramente la prima frontiera della medicina rigenerativa.
Non si tratta di terapie che vanno a rigenerare la cartilagine articolare, sarebbe un messaggio sbagliato, ma a differenza dell’acido ialuronico, il PRP, grazie alla sua azione anti-infiammatoria, ha lo scopo di andare a bloccare l’avanzare del processo artrosico.

La terza generazione di terapie infiltrative ortobiologiche invece sfrutta il potenziale rigenerativo delle cellule mesenchimali staminali. Si tratta quindi di una terapia potenzialmente rigenerativa nei confronti della cartilagine articolare.

La Medicina rigenerativa ha quindi aperto un capitolo nuovo nell’ambito delle terapie infiltrative e non solo limitatamente alle infiltrazioni del ginocchio.
perché questa funzioni abbiamo però bisogno di conoscere meglio il paziente che abbiamo davanti.
Questa attenzione al paziente e alle sue caratteristiche di base, è un concetto nuovo che non ritroviamo quando parliamo di acido ialuronico.

Parlando di Medicina Rigenerativa quindi dobbiamo distinguere 3 importanti fattori:

  • La Biotecnologia utilizzata: PRP, monociti, cellule mesenchimali della frazione stromale del grasso, aspirato midollare
  • Patologia da trattare: come dicevo la medicina rigenerativa può essere utile sia in caso di patologie tendinee che articolari e non per tutti i pazienti è indicato lo stesso trattamento.
  • Paziente: non tutti i pazienti sono uguali. Infatti soggetti con la stessa patologia e nello stesso range di età possono reagire in modo completamente diverso alla Medicina Rigenerativa.


Ed è proprio su questo ultimo punto fondamentale che vorrei soffermarmi perché è indubbiamente la caratteristica che rende questa disciplina cosi affascinante e piena di prospettive per il futuro. Il plus che queste terapie ci offrono rispetto ai loro antenati (come l’acido ialuronico) è la possibilità di agire sull’organismo di base per aumentarne il suo potenziale.
Questo può avvenire proprio perché si tratta di processi biologici che cerchiamo di “personalizzare” per renderli più efficaci.

è evidente infatti che vi siano equilibri biofisici e biochimici particolari che contribuiscono a rendere un determinato organismo più predisposto alla guarigione.

Da questa necessità nasce la ricerca di Markers di benessere da analizzare e normalizzare in un paziente candidato alla Medicina Rigenerativa. Tra questi i più importanti e conosciuti sono la Vitamina D e l’indice omega 3 (grassi polinsaturi).

Lavorare alle abitudini di vita è il passo successivo: parliamo di alimentazione ovviamente, ma anche di regolarità. La regolarità del sonno e quindi del riposo che non è dato da un numero fisso di ore di sonno, ma dalla qualità di queste ore.
Parliamo dell’equilibrio ormonale che si fonda anche sul rispetto del ritmo sonno veglia.


Nel contempo è importante mantenersi attivi quindi l’attività fisica.
Sembra un paradosso! Ad un paziente con gonartrosi sto chiedendo di fare attività fisica.
Ebbene si, l’attività fisica non è proibita in un paziente con gonartrosi, ma praticabile compatibilmente con il proprio dolore e la propria limitazione funzionale.

Nel momento in cui la limitazione fosse ingravescente l’esercizio fisico è da vedersi anche solo come una regolare attività (può bastare anche una camminata) che permetta alla massa muscolare di rimanere tonica e che aiuti la qualità del tessuto osseo.
perché la cura dell’artrosi è aiutata da un livello di attività fisica costante, per cercare di ridurre la perdita di funzione. Inoltre eseguire un’infiltrazione di PRP o cellule mesenchimali in un paziente muscolarmente attivo è indubbiamente meglio e può darci un risultato più soddisfacente.

La Medicina Rigenerativa quindi non è una magia, ma una terapia con sorprendenti potenzialità. Per essere sfruttata al massimo è fondamentale conoscere il proprio paziente e ottimizzarlo metabolicamente per aiutarlo ad innescare fenomeni biofisici e biochimici che mettano l’organismo nelle condizioni ideali per stimolare il più efficace processo di guarigione possibile.


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