PRP ginocchio: è doloroso?

PRP ginocchio: è doloroso?

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PRP ginocchio: è doloroso?

Il PRP (plasma ricco di piastrine) si ottiene da un semplice prelievo venoso che viene centrifugato e filtrato, utilizzando filtri diversi a seconda dell’obiettivo terapeutico.
Il terzo passaggio prevede poi l’infiltrazione del preparato ottenuto.

Quando un paziente mi chiede quindi se il PRP è doloroso è proprio dall’atto infiltrativo che parto a spiegare cosa deve aspettarsi.


Quanto può essere dolorosa un’infiltrazione?

Indubbiamente la percezione del dolore è soggettiva e non si può minimizzare il dolore altrui. Detto questo penso sia fondamentale conoscere quello che deve succedere per prepararsi meglio a tollerare anche un atto minimamente invasivo come un’infiltrazione.

Cosa caratterizza il dolore legato all’infiltrazione non è soltanto cosa si infiltra. Indubbiamente la viscosità del liquido che viene infiltrato ha il suo peso (PRP, soluzione fisiologica, cortisone hanno viscosità diverse), ma un ruolo ancor più fondamentale nel dolore dovuto all’infiltrazione è la resistenza meccanica legata all’area che scegliamo di infiltrare.

Se quindi si inietta una soluzione – come potrebbe essere il PRP - in una cavità vuota o in una cavità piena di liquido, ma che ha anche una capacità di distendersi il dolore sarà minimo.
Quindi il dolore legato all’infiltrazione di PRP a livello del ginocchio, della caviglia o comunque intrarticolare, non è un dolore importante in quanto si tratta di cavità che riescono ad adattarsi alla soluzione infiltrata.

Al contrario se penso di eseguire un’infiltrazione intratendinea o a livello di una fascia, questo è un tessuto che si adatta al liquido con più difficoltà.

Faccio sempre ai miei pazienti l’esempio della mela!
Un conto infatti è infiltrare del liquido in un bicchiere semi vuoto, la pressione effettuata sarà minima, un conto è iniettare lo stesso liquido in una mela, dovrò esercitare maggior pressione e questo può provocare un po' più di dolore.

Traducendo questo esempio ecco perché le infiltrazioni a livello del tendine rotuleo, del tendine d’Achille o le infiltrazioni della fascia plantare possono essere più dolorose.

Intendiamoci è corretto dare anche un valore al dolore. Come ho detto il dolore dipende da vari fattori tra cui il vissuto personale. Ci sono soggetti che hanno una predisposizione importante a rispondere al dolore stesso altri che lo subiscono maggiormente. Detto questo dopo un’infiltrazione di PRP il paziente è comunque in grado di andare a casa, guidare e camminare, sebbene all’inizio possa essere un po' fastidioso.
L’unica accortezza richiesta è di osservare un periodo di pochi giorni di “riposo relativo” ovvero evitare stress particolari e inconsueti.

Female physiotherapist helping to exercise the patient injured knee

 

Il PRP può far male dopo?

Questo dipende dal PRP che si è deciso di utilizzare.
Come scrivo spesso, non tutti i PRP sono uguali.
La più grande distinzione riguarda la tipologia di PRP scelta ovvero un PRP con o senza cellule.
Di conseguenza un PRP acellulare sarà un PRP che più difficilmente mi darà una sintomatologia dolorosa dopo l’infiltrazione, in quanto lo sto utilizzando a scopo anti-infiammatorio.
Esistono come dicevo PRP cellulari – quindi che utilizzano cellule - e che hanno invece una potenzialità rigenerativa, i quali inducono un’infiammazione iniziale che si può tradurre in una sintomatologia dolorosa.

Intendiamoci: non esiste un PRP buono o uno cattivo, uno corretto o uno sbagliato, esiste il PRP giusto per la patologia giusta!

maccario

L’infiammazione legata al PRP crea dolore e febbre?

In alcuni pazienti, rigenerazione significa anche ipertermia. In questi pazienti si può verificare quindi oltre al dolore anche tumefazione locale e febbre.
Questo quadro generale è da distinguersi da un quadro di infezione in cui la febbre perdura nel tempo e richiede la somministrazione di antibiotici.
In questi rari casi invece la febbre è da associare al percorso rigenerativo della terapia ed è autolimitante.

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